Genera il codice fiscale dai tuoi dati anagrafici o verifica un codice esistente.
Il codice fiscale italiano è un codice alfanumerico di 16 caratteri che identifica univocamente le persone fisiche. Viene calcolato a partire da cognome, nome, data di nascita, sesso e comune di nascita secondo un algoritmo definito dal DPR 605/1973.
I 16 caratteri si dividono in: 3 lettere dal cognome, 3 lettere dal nome, 2 cifre dell'anno, 1 lettera del mese, 2 cifre del giorno (+ 40 per le donne), 4 caratteri del codice catastale del comune, 1 carattere di controllo.
Per il cognome si prendono le prime 3 consonanti; se non bastano si aggiungono le vocali. Per il nome, se ha 4 o più consonanti si prendono la 1ª, 3ª e 4ª consonante; altrimenti le prime 3 consonanti, integrando con vocali se necessario.
I 4 caratteri dopo la data sono il codice catastale (detto anche codice Belfiore) del comune di nascita: una lettera seguita da tre cifre, come H501 per Roma o F205 per Milano. Questo calcolatore contiene tutti i 7.896 comuni italiani attualmente esistenti, presi dall'elenco ufficiale ISTAT, più 333 comuni soppressi dalla tabella T4 dell'Agenzia delle Entrate.
Il codice fiscale conserva il codice del comune com'era alla data di nascita: chi è nato a Abetone (fuso in Abetone Cutigliano nel 2017) mantiene per sempre il codice A012, non quello del comune nuovo. Per questo il calcolatore ha una casella «Includi i comuni soppressi»: attivandola compaiono anche i comuni accorpati o rinominati, contrassegnati da un'etichetta.
Restano esclusi i comuni cessati in gran parte prima del 1991, per i quali nessuna fonte ufficiale pubblica il codice catastale. In quel caso il codice si legge sulla tessera sanitaria o sul certificato rilasciato dall'Agenzia delle Entrate.
Il codice fiscale si calcola estraendo consonanti e vocali da cognome e nome, codificando data di nascita e sesso, aggiungendo il codice catastale del comune e calcolando il carattere di controllo con l'algoritmo modulo 26.
No, il codice fiscale ufficiale è quello attribuito dall'Agenzia delle Entrate. Questo strumento genera il codice secondo l'algoritmo standard: nella stragrande maggioranza dei casi coincide, ma se il tuo codice è omocodico (vedi sotto) quello generato qui sarà diverso da quello che hai sul tesserino. La verifica, invece, riconosce anche i codici omocodici.
Il codice fiscale usa il codice catastale del comune alla data di nascita, non quello del comune che lo ha assorbito: chi è nato in un comune poi soppresso mantiene per sempre il codice originale. Spunta la casella «Includi i comuni soppressi» per cercarlo anche fra i comuni accorpati o rinominati.
L'omocodia si verifica quando due persone generano lo stesso codice fiscale. L'Agenzia delle Entrate risolve il conflitto sostituendo una o più cifre con lettere, partendo da destra: 0 diventa L, 1 diventa M, 2 N, 3 P, 4 Q, 5 R, 6 S, 7 T, 8 U, 9 V. Un codice come RSSMRA83D10A85MB è quindi perfettamente valido.
La verifica di questo strumento li riconosce e mostra anche il codice base corrispondente. La generazione no, e non potrebbe: sapere se un codice è già stato assegnato a un'altra persona richiede gli archivi dell'anagrafe tributaria, che solo l'Agenzia possiede.