- RAL lorda € 0
- Contributi INPS (9,19%) − € 0
- Imponibile IRPEF € 0
- IRPEF lorda − € 0
- Detrazioni lavoro + € 0
- IRPEF netta − € 0
- Addizionale regionale − € 0
- Addizionale comunale − € 0
- Netto annuo € 0
Quanto devi guadagnare di lordo per avere lo stipendio netto che desideri? Calcolo inverso con IRPEF 2026, INPS e detrazioni.
Il calcolo dello stipendio lordo partendo dal netto è più complesso del calcolo diretto, perché le aliquote IRPEF progressive, le detrazioni per lavoro dipendente e il bonus cuneo fiscale dipendono tutti dalla RAL stessa. Non esiste una formula diretta: si procede per tentativi, calcolando il netto di una RAL di prova finché non coincide con quello richiesto.
Il calcolatore applica le stesse regole del calcolo RAL → Netto:
È l'aspetto che rende il calcolo inverso più delicato di quanto sembri, e non riguarda solo chi usa questo strumento: sei soglie di legge fanno saltare il netto, e sopra tre di esse il netto scende anche se il lordo è aumentato. Non sono arrotondamenti: il gradino più grande vale 1.200 € l'anno.
Le soglie sono fissate sul reddito imponibile, cioè sulla RAL al netto dei contributi a carico del lavoratore; la colonna “RAL” qui sotto è la retribuzione lorda corrispondente, calcolata con l'aliquota contributiva del 9,19%. L'ampiezza del salto non dipende dalla regione: le addizionali crescono con continuità e non aggiungono gradini.
| Imponibile | RAL | Netto annuo | Cosa cambia superando la soglia |
|---|---|---|---|
| 8.173,91 € | 9.001,12 € | + 1.200 € | Scatta il trattamento integrativo: l'IRPEF lorda supera per la prima volta la detrazione per lavoro dipendente diminuita di 75 € Art. 1 co. 1 D.L. 3/2020, con i 75 € dell'art. 1 co. 3 L. 207/2024 |
| 8.500,00 € | 9.360,20 € | − 153 € | Il bonus cuneo scende dal 7,1% al 5,3% del reddito di lavoro dipendente Art. 1 co. 4 L. 207/2024 |
| 15.000,00 € | 16.518,00 € | − 130 € | Tre cose insieme: finisce il trattamento integrativo (−1.200 €), la detrazione per lavoro dipendente passa dalla lettera a) alla b) e sale da 1.955 a 3.100 € (+1.145 €), il bonus cuneo scende al 4,8% (−75 €) Art. 13 co. 1 TUIR e art. 1 co. 4 L. 207/2024 |
| 20.000,00 € | 22.024,01 € | + 40 € | Il bonus cuneo cambia natura: non è più una somma esente di 960 € che si aggiunge al netto, ma una detrazione di 1.000 € che abbatte l'imposta Art. 1 co. 4 e co. 6 L. 207/2024 |
| 25.000,00 € | 27.530,01 € | + 65 € | La detrazione per lavoro dipendente si aumenta di 65 € Art. 13 co. 1 lett. b) TUIR |
| 35.000,00 € | 38.542,01 € | − 65 € | La maggiorazione di 65 € si perde Art. 13 co. 1 lett. b) TUIR |
Da qui discendono due conseguenze pratiche. La prima: certi netti non sono ottenibili da nessuna RAL. Fra 9.001,11 € e 9.001,12 € di RAL il netto annuo cresce di 1.200 €, e tutti i valori intermedi restano scoperti: se ne chiedi uno, il calcolatore te lo dice e mostra la RAL più bassa che lo supera. La seconda: nelle fasce in discesa un aumento di stipendio può lasciare meno netto di prima, ed è il motivo per cui conviene guardare la RAL prima di accettarne uno di poche centinaia di euro.
Le due opzioni sono le stesse del calcolo diretto, ed è ciò che rende i due calcolatori davvero l'uno l'inverso dell'altro: fino ad agosto 2026 questa pagina non le chiedeva, quindi chi aveva familiari a carico non riotteneva qui la RAL da cui era partito. Per il coniuge la detrazione va da 800€ a zero al crescere del reddito; per ogni figlio la detrazione teorica è di 950€, decrescente anch'essa, e spetta solo per i figli di età tra 21 e 30 anni (sotto i 21 c'è l'Assegno Unico, che non passa dall'IRPEF).
Come nel calcolo diretto, si assume che il familiare sia a carico per 12 mesi e al 100%: se nel tuo caso i mesi sono meno, o la detrazione per i figli è divisa a metà con l'altro genitore, la RAL necessaria è un po' più alta di quella indicata qui.
Il calcolo dei contributi non applica il massimale contributivo, che per il 2026 vale 122.295 €: oltre quella cifra chi si è iscritto alla previdenza obbligatoria dopo il 31 dicembre 1995 non versa né il 9,19% né l'1% aggiuntivo, mentre chi ha contributi versati entro il 1995 li versa sull'intera retribuzione. Il calcolatore adotta il secondo caso, che è l'ipotesi prudente. Se sei nel primo e parti da un netto molto alto, la RAL calcolata qui risulta più alta di quella reale.
Non esiste una formula algebrica diretta perché IRPEF, detrazioni e bonus cuneo dipendono dalla RAL stessa: il calcolatore procede per tentativi, calcolando il netto di una RAL di prova con le formule ufficiali. La ricerca è però divisa nei sette tratti delimitati dalle soglie di legge (8.500, 15.000, 20.000, 25.000 e 35.000 € di imponibile, più il punto in cui scatta il trattamento integrativo): solo dentro un tratto il netto cresce con regolarità e la ricerca è lecita. Il risultato è la RAL più bassa che raggiunge il netto richiesto.
No, e non è un limite del calcolatore ma della legge. Nel punto in cui scatta il trattamento integrativo il netto salta di 1.200 € l'anno in un colpo solo: fra una RAL di 9.001,11 € e una di 9.001,12 € il netto annuo cresce di 1.200 €, e nessuna RAL produce un netto compreso fra i due. Lo stesso vale, in misura minore, sulle altre cinque soglie. Quando il netto richiesto cade in uno di questi vuoti il calcolatore te lo dice e mostra la RAL più bassa che lo supera, invece di far finta che il conto torni.
Perché tre agevolazioni si spengono di colpo al superamento di una soglia. Superati 8.500 € di imponibile il bonus cuneo scende dal 7,1% al 5,3% e il netto perde 153 €; a 15.000 € ne perde 130; sopra 35.000 € si perde la maggiorazione di 65 € della detrazione per lavoro dipendente. In quelle tre fasce un aumento di stipendio lordo di pochi euro lascia il lavoratore con meno netto di prima.
Usa le stesse formule del calcolatore RAL → Netto (scaglioni IRPEF 2026, contributi INPS 9,19%, detrazioni per lavoro dipendente, bonus cuneo, detrazioni per coniuge e figli a carico, addizionali regionali e comunali), quindi i due calcolatori sono l'uno l'inverso dell'altro: la RAL che ottieni qui, rimessa nell'altro strumento, restituisce il netto di partenza. L'unica eccezione sono i netti che nessuna RAL produce, spiegati nella domanda qui sopra.
Il “cuneo fiscale” in Italia è tra i più alti d'Europa: fra contributi previdenziali, IRPEF e addizionali se ne va una quota che cresce con il reddito. In Lombardia, con addizionale comunale allo 0,80% e 13 mensilità, per 1.500 € netti al mese servono circa 23.500 € di RAL (cuneo del 17%), per 2.000 € circa 34.900 € (26%) e per 2.500 € circa 49.900 € (35%).
Sì. L'addizionale regionale 2026 va dallo 0,70% del Friuli Venezia Giulia sotto i 15.000 € al 3,63% del Molise sullo scaglione più alto, e in Valle d'Aosta e nella Provincia di Trento sotto una certa soglia non si paga affatto. A parità di netto desiderato la RAL necessaria in una regione ad aliquota alta è di alcune centinaia di euro superiore. Le aliquote sono quelle pubblicate dal Dipartimento delle Finanze e il selettore le applica per scaglioni, non con un'aliquota unica: cinque regioni derogano al modello progressivo e il calcolatore le modella una per una.
Sì, perché sono detrazioni che riducono l'imposta: a parità di netto desiderato serve una RAL più bassa. Il calcolatore assume che il familiare sia a carico per 12 mesi e al 100%. Se nel tuo caso i mesi sono meno, o la detrazione per i figli è divisa a metà con l'altro genitore, la RAL che ti serve davvero è un po' più alta di quella indicata qui.
No: questo calcolatore vale solo per il lavoro dipendente. Contributi al 9,19%, detrazione dell'art. 13 co. 1 TUIR, bonus cuneo e trattamento integrativo sono tutti istituti riservati ai redditi di lavoro dipendente. Per una partita IVA in regime forfettario il conto è completamente diverso (coefficiente di redditività, imposta sostitutiva al 5% o 15%, contributi alla gestione separata o alla cassa).