- Età di pensionamento 0
- Anni di contributi 0
- Montante contributivo € 0
- Coefficiente di trasformazione 0%
- Pensione annua lorda € 0
- IRPEF lorda − € 0
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- IRPEF netta − € 0
- Pensione annua netta € 0
Calcola la tua pensione futura con il sistema contributivo italiano. Montante, coefficiente di trasformazione, IRPEF e tasso di sostituzione.
Il sistema contributivo, introdotto dalla riforma Dini (1995) e reso universale dalla riforma Fornero (2011), determina l'importo della pensione in base ai contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa.
Ogni anno il lavoratore dipendente accumula sul proprio montante contributivo il 33% della RAL: è l'aliquota di computo fissata dall'articolo 1 comma 10 della legge 335/1995, che coincide con la somma delle aliquote versate da datore e lavoratore ma resta un parametro autonomo. Il montante si rivaluta poi ogni 31 dicembre, con esclusione dei contributi dello stesso anno (articolo 1 comma 8), a un tasso pari alla variazione media quinquennale del PIL nominale calcolata dall'ISTAT (comma 9).
L'1,5% usato qui è un'ipotesi, non una regola. Il tasso di legge è un dato consuntivo: per gli anni già trascorsi lo pubblica l'INPS, per gli anni futuri nessuno lo conosce. L'1,5% è una scelta prudenziale di questo calcolatore, ed è il parametro che più influenza il risultato su una carriera lunga.
Al momento del pensionamento, il montante viene convertito in pensione annua moltiplicandolo per il coefficiente di trasformazione, un parametro che dipende dall'età di pensionamento. A 67 anni il coefficiente è del 5,608%, a 62 anni scende al 4,795%. I valori usati qui sono quelli del decreto direttoriale del 20 novembre 2024, in vigore dal 1° gennaio 2025: vengono rideterminati ogni due anni, e questa tabella vale fino al 31 dicembre 2026. La tabella del decreto arriva fino a 71 anni, e fra due età intere il coefficiente si ricava per interpolazione mensile — un dodicesimo della differenza per ogni mese, articolo 1 comma 6 della legge 335/1995: serve da quando la vecchiaia scatta a 67 anni e 3 mesi.
Il calcolatore confronta la pensione di vecchiaia, che dipende dall'età anagrafica, con la pensione anticipata, che dipende dai soli contributi e prescinde dall'età, e applica la prima che si raggiunge. Sono i requisiti dell'articolo 24 del decreto legge 201/2011, che dal 1° gennaio 2027 tornano ad adeguarsi alla speranza di vita: l'articolo 1 comma 185 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) e il decreto direttoriale del 19 dicembre 2025, recepiti dalla circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, spalmano su due anni un aumento di tre mesi.
| Quando maturi il diritto | Vecchiaia | Anticipata uomini | Anticipata donne |
|---|---|---|---|
| fino al 31/12/2026 | 67 anni | 42 anni e 10 mesi | 41 anni e 10 mesi |
| nel 2027 | 67 anni e 1 mese | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi |
| dal 2028 | 67 anni e 3 mesi | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese |
Conta l'anno in cui maturi il diritto, non quello in cui fai il calcolo. Il calcolatore stima prima quando raggiungeresti la soglia, poi applica la soglia di quell'anno e rifà il conto finché le due cose non coincidono. Chi oggi ha 35 anni matura il diritto ben oltre il 2028, quindi il requisito che lo riguarda è già quello dell'ultima riga. Il conto si fa in mesi, non ad anni interi: arrotondare tre mesi a un anno pieno sposterebbe la data del pensionamento e con essa il coefficiente di trasformazione.
Tre limiti dichiarati. Dal 2029 l'adeguamento successivo non è ancora stato fissato per decreto (articolo 12 comma 12-bis del decreto legge 78/2010): il calcolatore congela i valori del 2028, quindi la data reale potrebbe spostarsi ancora avanti. Non è modellata la finestra mobile di tre mesi fra la maturazione del requisito di pensione anticipata e la decorrenza dell'assegno (stessa circolare, paragrafo 2.2). Non è verificato il requisito dei 20 anni di contributi minimi per la pensione di vecchiaia, che riguarda solo chi inizia a lavorare molto tardi.
La pensione è soggetta alla normale tassazione IRPEF per scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.001 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. Dall'imposta lorda si sottraggono le detrazioni per redditi da pensione (Art. 13 TUIR), che vanno da 1.955 € per redditi fino a 8.500 € a zero per redditi oltre 50.000 €. Il risultato netto si divide per 13 mensilità.
Il tasso di sostituzione rappresenta il rapporto tra la prima pensione netta e l'ultimo stipendio netto, ed è l'indicatore più importante per valutare l'adeguatezza della futura pensione. In Italia il tasso di sostituzione medio per i contributivi puri si aggira spesso tra il 55% e il 70%.
Lo stipendio netto al denominatore è calcolato con lo stesso modello del calcolatore RAL netto: contributi INPS al 9,19%, IRPEF, detrazioni per lavoro dipendente, taglio del cuneo fiscale e trattamento integrativo. Restano fuori le addizionali regionale e comunale, che dipendono dal comune di residenza: pesano su entrambi i termini del rapporto, quindi il tasso di sostituzione ne risente poco.
La pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni con almeno 20 anni di contributi. La pensione anticipata è possibile con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne), indipendentemente dall'età. Dal 1° gennaio 2027 queste soglie salgono per l'adeguamento alla speranza di vita: 67 anni e 1 mese, 42 anni e 11 mesi e 41 anni e 11 mesi nel 2027; 67 anni e 3 mesi, 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese dal 2028 (circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026). Il calcolatore applica la soglia dell'anno in cui maturerai il diritto, non quella di oggi, e sceglie fra vecchiaia e anticipata la prima che raggiungi.
L'articolo 1 comma 185 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) riattiva l'adeguamento alla speranza di vita, fermo dal 2019, e il decreto direttoriale del 19 dicembre 2025 lo quantifica in tre mesi, spalmati su due anni: un mese nel 2027 e tre mesi pieni dal 2028. Poiché questa pagina stima una pensione futura, per quasi tutti gli utenti il requisito applicabile è già quello del 2028. Dal 2029 la soglia non è ancora nota — va fissata con un nuovo decreto — quindi il calcolatore congela i valori del 2028: la data reale potrebbe spostarsi ancora un po' in avanti. Non è modellata la finestra mobile di tre mesi fra la maturazione del requisito di pensione anticipata e la decorrenza dell'assegno.
Il montante contributivo viene rivalutato annualmente all'1,5%, ma è un'ipotesi del calcolatore, non un dato di legge: per l'articolo 1 comma 9 della legge 335/1995 il tasso di rivalutazione è la variazione media quinquennale del PIL nominale calcolata dall'ISTAT, cioè un valore consuntivo che per gli anni futuri non esiste e va stimato. La crescita della RAL inserita dall'utente simula invece l'aumento retributivo nel tempo, che di norma incorpora anche l'inflazione.
Il calcolatore fornisce una stima indicativa basata sulle regole attuali del sistema contributivo (aliquota di computo 33%, coefficienti di trasformazione del decreto direttoriale 20 novembre 2024, scaglioni IRPEF e detrazioni pensione aggiornati). La pensione reale dipenderà dall'effettiva carriera retributiva, dalle future riforme e dall'andamento del PIL. Per una simulazione ufficiale, utilizza il servizio “La mia pensione futura” sul sito INPS.